La cucina afrodisiaca: verità e leggende sulla cucina dell’amore

Categoria: Cucina 

In principio c’era l’Eden. E c’era una mela. È nato così secondo il Genesi il mondo che conosciamo. Dal frutto proibito. Dal frutto del desiderio. Perché gli uomini, da quando sono sulla terra, hanno raccontato l’amore attraverso il cibo. Era del resto con il cibo, con le spezie e con le erbe che si chiedeva aiuto e protezione agli dei per la fertilità e per gli sposi. E sempre con il cibo si preparavano pozioni d’amore o i medici antichi mettevano insieme ricette in grado di sconfiggere tutti quei mali legati alla sfera sessuale. Leggende o  asserzioni con reali basi scientifiche? Forse questa domanda non troverà mai una vera risposta, ma sta di fatto che cibo e sessualità sono intrinsecamente legati da un rapporto  ed una tradizione lunga quanto la storia degli esseri umani.

Attrazione chimica o mentale?

Sono millenni che la comunità scientifica si riunisce intorno ad un tavolo per capire la dinamica della connessione tra gli alimenti e la sfera sessuale, ma fino ad ora non si è riusciti a venirne davvero a capo. Nonostante ciò, è innegabile che alcuni cibi hanno una composizione chimica che favorisce alcune funzioni legate alla sessualità e che, per questo, sono considerati afrodisiaci. Allo stesso modo, alimenti come le ostriche, ad esempio, o i fichi o il sedano si prestano ad essere mangiati in un modo quasi primordiale o ricordano per la loro forma gli organi genitali maschili o femminili. In questo caso è il cervello, la nostra parte più erogena, a scatenare pensieri e costruire situazione ad alto tasso erotico.

Non di meno, quando si tratta di cucina afrodisiaca, ciò che conta di più è il modo in cui viene preparato il pasto, l’attitudine mentale che si ha tra i fornelli e il modo di gustare le pietanze. Di solito, infatti, i primi incontri amorosi avvengono intorno ad un tavolo, segno che la cucina rappresenta il luogo perfetto per l’amore e lo sviluppo dell’attrazione.

Mangiare con le mani, abbandonando i classici coltello e forchetta, magari seduti per terra, stimola l’immaginazione e la vicinanza fisica.

Il corteggiamento comincia in cucina: le proprietà afrodisiache degli alimenti

Il cibo, è innegabile, stimola il corpo e la mente. E in cucina, come in amore, ci vuole fantasia, gusto e curiosità. Per poter mettere nelle ricette quel pizzico magico, però, è utile conoscere le proprietà degli alimenti che consumiamo ogni giorno.

Alcuni cibi sono, nell’immaginario comune, afrodisiaci per eccellenza. Come cioccolato, fragole e molluschi. Questa credenza, in realtà, si deve alla loro composizione chimica. Il cioccolato, ad esempio, contiene una sostanza chiamata feniletilamina, che fa parte della famiglia delle sostanze anfetaminiche e, per questo, agisce sull’euforia e sull’umore. I crostacei e i pesci in generale hanno una grossa quantità di zinco e fosforo, elementi fondamentali per il mantenimento dell’apparato riproduttivo dell’uomo e utili nella produzione del testosterone. Le spezie, invece, come il pepe o il peperoncino, oltre che ad essere in grado di stimolare il rilascio di endorfine, hanno proprietà vasodilatatrici e migliorano la circolazione del sangue, favorendo una migliore prestazione sessuale. Anche il vino e gli alcolici sono considerati potenti afrodisiaci, in quanto regalano, se assunti in quantità modiche, un senso di benessere e annullano  i freni inibitori. Ci sono poi alcuni alimenti, che aumentano il desiderio anche per il loro status symbol, come, ad esempio, il foie gras o l’astice: il lusso attrae, anche in cucina.

Infine, sembrerà strano che anche aglio e cipolla, così anti-amore per il sapore che lasciano in bocca, possono essere utili quando si tratta di migliorare la sfera emotiva poiché contengono molti minerali e vitamine in grado di rivitalizzare l’organismo. Insomma, in cucina è possibile mescolare e abbinare sapori e profumi per migliorare l’amore. Sta a noi scoprire in che modo. L’importante è non dimenticare l’ingrediente principale, ovvero la passione.

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