Fonti alimentari di vitamina A. I carotenoidi

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Come emerso in un precedente articolo la presenza di vitamina A preformata sotto forma di retinolo è abbastanza limitata nella dieta contemporanea comune; il fegato è l’unica fonte davvero abbondante di vitamina A, almeno tra gli alimenti di origine animale.

Fortunatamente l’organismo umano è in grado di produrre retinolo a partire da una diversa classe di nutrienti, stavolta di origine vegetale e di larga diffusione nelle abitudini alimentari quotidiane della maggior parte degli italiani.

Sono i carotenoidi, anche noti come provitamina A, che possono costituire il substrato attraverso il quale il nostro corpo è in grado di formare il retinolo e gli altri composti retinici, permettendoci quindi di mantenere elevate le scorte organiche di vitamina e di conseguenza garantirci il necessario per alimentare il sistema immunitario, mantenere la salute epiteliale delle nostre mucose interne e – fra tutte – dell’apparato oculare nelle sue diverse componenti (retina e cornea in primo luogo).

Nel mondo vegetale i carotenoidi sono presenti in alcune verdure a foglia verde scuro (come rucola, spinaci, basilico e prezzemolo); ma il loro ruolo come pigmento deve farci considerare in primo luogo quelle fonti, tra frutta e verdura, dove la colorazione nella scala dell’arancione può subito segnalarci la presenza di tali preziosi micronutrienti.

Le albicocche, la zucca, i peperoni, i pomodori, i peperoncini contengono carotenoidi e fanno parte dell’alimentazione quotidiana di buona parte degli italiani, rendendo la nostra dieta una delle migliori al mondo per la tutela della salute delle popolazioni che se ne nutrono.

Tra i carotenoidi è il beta-carotene quello che più di altri è in grado di assumere il ruolo di fonte abbondante di vitamina A; e l’ortaggio che contiene naturalmente la più alta dose di beta-carotene è la comunissima carota, che come tale è senza dubbio la fonte più preziosa – e più diffusa – di provitamina A.

100 grammi di carote crude (approssimativamente un paio di carote di medie dimensioni) possono fornire all’organismo il substrato necessario per produrre 1150 microgrammi di vitamina A, ovvero poco meno di una volta e mezza la dose giornaliera raccomandata per il consumo di un uomo di media stazza e in buona salute.

Ecco perché le carote non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione, soprattutto nei momenti in cui – come durante l’inverno – il nostro corpo può aver bisogno di maggiori risorse per alimentare il sistema immunitario, impegnato nel contrastare l’aggressione portata da patogeni di vario genere, di origine batterica o virale.

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