Domande frequenti sul certificato HACCP

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Chiunque sia un operatore del settore alimentare o voglia diventarlo si trova ad avere a che fare con il famigerato certificato HACCP dal quale non si può sfuggire per la sicurezza e l’igiene propria e dei propri clienti. L’HACCP è diventato infatti obbligatorio per svolgere professioni in ambito alimentare. Di conseguenza ci si pongono mille domande che lo riguardano. Dal suo scopo, al modo di ottenerlo, dalle categorie di utenti che devono applicarlo fino alla sua durata e così via. Vediamo insieme quali potrebbero essere le faq e troviamo insieme una risposta.

Cos’è l’HACCP?

HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis Critical Control Points – Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici. Si tratta di un certificato che va a sostituire quello che era il vecchio libretto sanitario rilasciato dalla ASL e rientra in una approccio preventivo in merito all’igiene e alla sicurezza alimentare. E’ previsto dalla normativa italiana e più in generale europea. Il possesso di questo certificato attesta la conoscenza e la capacità di applicazione di una serie di norme necessarie a tutelare l’igiene e la sicurezza di coloro che entrano in contatto con degli alimenti nell’industria alimentare e per poter intervenire in caso di pericolo.

Per chi è necessario?

Secondo quanto stabilito dall’allegato del D.Lgs. 155/97 – capitolo X “Gli operatori alimentari devono assicurare che gli addetti siano controllati e abbiano ricevuto un addestramento e/o una formazione, in materia di igiene alimentare, in relazione al tipo di attività.” Le categorie di operatori che devono essere in possesso di un certificato HACCP sono molto ampie, più di quanto ci si possa aspettare. Il settore alimentare riguarda infatti una serie di attività che coprono l’intera filiera produttiva che comprende preparazione, trasformazione, manipolazione, confezionamento, trasporto, vendita e somministrazione di prodotti alimentari: sono quindi compresi lavori quali l’agricoltore, il barista, il cuoco, il pasticciere, il ristoratore, il pizzaiolo ma anche il tabaccaio, l’erborista, il farmacista e l’autotrasportatore, ad esempio. Tutti coloro che abbiano a che fare con gli alimenti – anche senza manipolazione diretta – devono quindi essere in possesso di un certificato HACCP.

Come ottenere un certificato HACCP? Chi lo rilascia?

Per ottenere il certificato HACCP bisogna seguire uno specifico corso e al suo termine sostenere un test per valutare l’acquisizione delle competenze richieste. Esistono 3 tipologie di corsi HACCP differenziati in base al ruolo e alle funzioni dell’operatore che deve ottenerlo e quindi al tipo di certificazione necessaria.

  1. Corso per Responsabile industria alimentare
  2. Corso per addetto che manipola alimenti e bevande
  3. Corso per addetti industria alimentare che non manipolano alimenti e bevande

Ogni corso ha una durata diversa ed un grado di approfondimento diverso: il primo corso dura 12 ore, il secondo 8 ore e il terzo 4 ore. E’ possibile anche sostenerli online con la stessa validità di corsi in aula nei centri di formazione ma ad un costo più basso.

Quanto dura il certificato HACCP?

Il certificato ha validità di due anni al termine dei quali il corso deve essere ripetuto per ottenere il rinnovo dell’attestato. Questa è la norma generale ma la periodicità dell’aggiornamento varia in base alle Regioni per cui è bene consultare la propria Regione di appartenenza per verificare la normativa applicata.

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